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  • Emilio 5:27 pm il April 1, 2014 Permalink  

    scarpe per l’ordine culinario


    Ecco il riciclo creativo delle mie vecchie scarpe bucate: lavate, rivestire all’interno con una tasca di stoffa(un vecchio pantaloncino ricollocato ad altro uso) ed appesa ad un pensile della cucina per ovviare ai classici contenitori per i mestoli della cucina!
    Una soluzione che io ho trovato carina ed assolutamente anti-gatto! 😉

    Che ne pensate?

     
    • stefania 1:44 pm il giugno 10, 2014 Permalink | Rispondi

      ciao posso pubblicare la tua foto nel mio gruppo di Fb “Il riciclo”?
      Mi sembrava un’idea simpatica ed originale!!!! Complimenti

    • Emilio 6:23 pm il giugno 10, 2014 Permalink | Rispondi

      non se posso ancora affermare che la foto è mia ma l’ho scattata io sulle scarpe che sono state mie e adesso appartengono al mobilio.

      Comunque fai pure.

      E

  • aurora 5:41 pm il December 30, 2013 Permalink
    Etichette: /Users/bimba/Library/Containers/com.apple.Preview/Data/Desktop/images.jpeg   

    ed ecco le mie vecchie scarpe

     
  • aurora 10:48 pm il December 28, 2013 Permalink  

    ciao gianbattista.volevo suggerire che dalle mie parti c’è questa bella iniziativa
    http://www.provincia.torino.gov.it/speciali/2010/riscarpa/

     
  • daniele bellora 1:55 pm il November 20, 2013 Permalink  

    Le mie scarpe da ginnastica stavano cadendo in… 

    Le mie scarpe da ginnastica stavano cadendo in pezzi, il calzolaio me le ha risistemate… comodissime, oggi sono uscito mettendomele nei piedi!!!

     
  • vania 8:01 am il October 24, 2013 Permalink  

    io sto riusando le scarpe di una mia amica! le ho su pure oggi.
    lei aveva scoperto dopo un pò che le usava che erano strettine, ma a me andavano benissimo e mi piacciono pure quindi gliele ho comperate. mi è sembrato naturale, visto che pure io un paio di volte ho dovuto cedere/vendere i miei “numeri sbagliati” (ed ho fortunatamente sempre trovato amiche che me le hanno acquistate)
    domenica saremo in fiera a trento, sia io che mio marito, ognuno con il suo paio di scarpe destinato al shoe crossing! se ti avanzano un paio di biglietti d’ingresso, ci vengono buoni!

     
    • Gianbattista Belotti 2:30 pm il ottobre 29, 2013 Permalink | Rispondi

      ahhhh
      scusa Vania ma quando hai scritto il tuo post su nonrottamo.com (di cui ti ringrazio tanto) ero già in viaggio per trento e purtroppo, non so per quale motivo, il sito non mi ha mandato la notifica e quindi non me ne sono accorto….

      mi spiace… acci…

      sei venuta allo stand?
      spero di si e se si, perche non ti sei fatta riconoscere e sopratutto perchè non mi hai sgridato?

      sono in debito con te, in privato e, come da regola della non rottamazione, ti mando un coupon sconto per te ed uno per tuo marito di € 10 (validi 6 mesi, se non lo usi di persona puoi regalarlo).

      ciao
      gbb

      • vania 1:16 pm il ottobre 31, 2013 Permalink | Rispondi

        ma figurati, tranquillo e anzi molte grazie per il doppio coupon che farà comodo.
        immaginavo di essere arrivata un pò troppo sul filo di lana con il commento…
        si sono passata allo stand e abbiamo pure parlato qualche secondo!
        alla prossima, vania

    • vania 3:24 pm il novembre 4, 2013 Permalink | Rispondi

      ahahhaha, ma non preoccuparti ti dico, abbiamo parlato di cose più interessanti!

  • Gianbattista Belotti 9:59 am il October 16, 2013 Permalink  

    Ottimo Cristian! Raccontare qui ciò che hai fatto è lo spirito della nonrottamazione; quello che hai fatto è shoecrossing spontaneo…

    Tra poco ricevi coupon per l’acquisto on line e, come promesso, riservo subito un biglietto per l’ingresso alla fiera, aspetta notizie

     
  • Cristian 4:21 pm il October 15, 2013 Permalink  

    Non ho foto per questo piccolo racconto.
    Da qualche parte ho sentito dire che in certi posti c’è l’abitudine di lasciare le cose che non si usano più nei pressi di un cassonetto dello sporco. Se l’oggetto interessa a qualcuno se lo prende prima che passino i netturbini. Ho provato con un paio di scarpe, non troppo usate perchè non compatibili con i miei piedi (erano un regalo).
    Le ho lasciate sul cassonetto e la mattina dopo non c’erano più.
    Dopo un pò di tempo, mi ero quesi dimenticato della cosa, e le ho riconosciute ai piedi di un signore che non conoscevo di persona, ma che abita nel mio quartiere.

     
  • fabio.tesser 8:01 am il July 23, 2013 Permalink
    Etichette: Scarpe riciclate   

    Ciao, ecco qua il mio paio di vans, purtroppo non le ho potute usare tantissimo, perché ho un tallone un po’ sporgente e mi facevano male. Le ho regalate assieme ad alcuni vestiti usati ad alcune persone che ne avevano bisogno.

     
  • patricia 2:55 pm il July 5, 2013 Permalink  

    Non ho mai sopportato di gettare via ciò che ha fatto un pezzo di strada con me (e, nel caso delle scarpe, l’espressione non è solo metaforica). Da bambina nascondevo i miei vestitini ormai troppo piccoli, perché la mamma non li desse via. Poterli conservare ed, ogni tanto, guardare, mi consolava un pochino dal dispiacere di non poterli usare più. Ben presto, però, il posto per nascondere le cose, sempre più numerose e sempre più grandi, scarseggiava. Dovetti quindi rassegnarmi ad abbandonarle.
    Ma erano oggetti amati, parte del mio mondo, ricchi di ricordi. Ci eravamo divertiti insieme, e meravigliati. Le scarpe, in particolare, mi avevano permesso di esplorare universi, scoprire orizzonti, superare sfide. Come avrei potuto essere così ingrata da disfarmene? Poi lessi un libro, in cui gli oggetti ed i capi di abbigliamento prendevano vita.
    Mi piacque molto immaginare l’orgoglio delle camicette di pizzo, la simpatia delle salopette, il desiderio di libertà delle scarpe. Eh già, le scarpe, per vocazione, dovevano desiderare ampi spazi, strade sempre nuove. Una volta dismesse, chiuse in un armadio, o, peggio ancora, nascoste in un angolino buio del ripostiglio, sotto pile di scatole, dovevano di certo soffrire. L’unica era dar loro modo di correre di nuovo, anche se indossate da altri piedi. Potevo quindi regalarle alla sorellina di una compagna di scuola. Le avrebbe portate in qualche posto che non avevano visto con me. Ma la maggior parte delle strade le sarebbero state familiari.
    Ci vorrebbe qualcosa di diverso, vorrei qualcosa di più per i miei amati sandaletti di vernice verde mela, quelli scelti da me, al mare, al posto dei noiosi e tristi sandali neri che voleva comprarmi la mamma. Poi, un giorno, ecco l’opportunità perfetta: un grande pacco che la mamma confeziona per spedire in missione. Come risalterà quel verde brillante contro la pelle scura! Quanto sarà felice una bambina del dono. E loro, chissà che emozione alla vista di giraffe e zebre, elefanti e leoni, ippopotami e struzzi!

    Gli anni passano, ma certe cose non cambiano. Ho raggiunto gli “anta” ma, almeno dalle mie scarpe, non si direbbe. Oltre ad essere comode, e create sulla forma del piede, in barba ai dettami della moda, devono avere qualcosa di allegro, fantasioso, spiritoso, o inusuale – proprio come i modelli proposti da Altrescarpe. Sono stata tra le prime ad indossare le Crocs in Italia (color fucsia), come pure le Fitflop (bianche con banda rossa) e le Five Fingers. Di Altrescarpe ho acquistato le Caracola rosse, le Roble, ed ora sono in attesa dei coloratissimi sandali Hector.
    Ho girato il mondo, facendo respirare alle mie scarpe climi e culture diverse. Ne ho “liberate” in vari paesi europei, in sud e nord America. E da anni ho il piacere di donare nuova vita e nuove prospettive non solo alle mie, ma anche alle altrui calzature (come pure a magliette, pantaloni e all’intero guardaroba) ogni martedì mattina, durante il mio turno al negozietto di ManiTese. Insieme ad altri volontari, rivendo, a prezzi stracciati, abbigliamento in ottimo stato, spesso di firma, libri ed oggettistica varia.
    Mi piace questa “fratellanza” in base alla quale i beni di consumo vengono condivisi, usati, vissuti, apprezzati da più persone in una sorta di interscambio universale, in cui nulla è di esclusiva ed eterna proprietà di una persona, ma confini geografici, economici e sociali sono fluidi. Clienti e volontari offrono un variegato panorama di età, professione, credo, origine etnica. Un piccolo assaggio (che mi piace pensare come anteprima) della società che vorrei, in cui le risorse vengono equamente distribuite, dove regnano uguaglianza e solidarietà. Valori che si incarnano ad un secondo livello quando, pagata regolarmente l’IVA, detratto affitto e utenze, il ricavato va a finanziare progetti di cooperazione, sviluppo e sostenibilità nel Nord e nel Sud del mondo.
    Da noi, nulla va buttato. Ciò che è irrimediabilmente consumato viene venduto a peso e spesso si trasforma in incredibili creazioni uniche, e lo scambio, ed il viaggio, continua.

     
    • Gianbattista Belotti 7:37 am il luglio 10, 2013 Permalink | Rispondi

      E’ molto bello il tuo scritto, Patricia, grazie
      Quando parli dei ricordi e delle suggestioni della tua infanzia, devo dire che qualcosa di simile succedeva anche a me…
      Se un altro mondo è possibile le tue parole ne fanno sentire il profumo : sono “Un piccolo assaggio (che mi piace pensare come anteprima) della società che vorrei, in cui le risorse vengono equamente distribuite, dove regnano uguaglianza e solidarietà.”…

      Però devi darmi l’indirizzo del negozietto di Mani Tese per la mappa della nonrottamazione!!!!

  • heliantus 1:49 pm il July 5, 2013 Permalink  

    …Avevo un paio di scarpe da ginnastica del genere skateboarding poco usate perchè avevo acquistato un numero aimè troppo piccolo.
    Mi dispiaceva lasciarle inutilizzate ma non sapevo a chi regalarle…sono andata nel quartiere universitario della mia città, le ho imbustate e lasciate appese al gancio laterale di un cassonetto della carta. Ho fatto un giretto e dopo una mezz’ora ripassando sono stata felice di constatare che erano già state recuperate e spero che adesso stiano facendo tutte le camminate che io non potevo fargli fare!!!

     
    • Gianbattista Belotti 3:05 pm il luglio 5, 2013 Permalink | Rispondi

      Praticamente hai fatto un book-crossing con le scarpe: un shoes-crossing!
      E’ un idea interessante, da sviluppare, anche se il bello sta nella spontaneità del gesto .
      grazie per la condivisione

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